Non Trascurare l'Umiltà del Cuore

Sforzati di combattere i più piccoli difetti, e, sentendoti debole, non ti vanterai delle virtù che eserciti. Trema per la tua debolezza e conserverai con umiltà il bene in cui sei forte.

Serviti delle virtù che hai per riflettere su quelle che ti mancano, e delle virtù che non hai per custodire umilmente quelle che hai.

Quando senti gli applausi del trionfo, fai che risuonino alle tue orecchie le risa che hai provocato con i tuoi insuccessi.

Umiliati per il dono che non hai, per non insuperbirti di quello che hai. Piangerai quello che sei, solo quando avrai potuto sentire interiormente quello che non sei.

Dio permette che tu abbia difetti, pur possedendo delle virtù, perché dal bene che cerchi e non riesci a raggiungere impari a conservare nell’umiltà quello che possiedi.

Se non ti meravigli della tua debolezza sei sulla via della vera umiltà.

Se ti mostri umile per il bene che fai, se ti confessi di essere peccatore e ti difendi quando vieni corretto delle tue colpe, la tua umiltà è solo un pretesto per ricevere onore.

Non crederti santo se fai cose grandi, poiché se la protezione divina ti abbandona, cadi senza forze proprio in quelle cose delle quali ti gloriavi.

Le cose grandi che credi di fare, le riterrai minime se le confronterai con gli esempi dei santi.

Se trascurerai l’umiltà del cuore perderai l’integrità del corpo.

Il veleno della libidine nasce dalla radice della superbia; mentre l’umiltà della mente custodisce la castità della carne.

Non gonfiarti per la tua scienza e non voler essere un dottore arrogante. Se non sarai umile la gloria della tua scienza accecherà l’occhio della tua fede.

Dio sopporta più facilmente l’umile che pecca per debolezza, di colui che superbamente contempla le cose sublimi.

Sii semplice di cuore ma ricco di spirito. Alla vanitosa ricerca della sottigliezza, preferisci i semplici affetti del cuore.

Esprimi liberamente il tuo pensiero, ma nel modo più riguardoso, per non guastare con espressioni superbe quello che rettamente puoi aver pensato. Vedi che il tuo zelo non sia superbia e la tua umiltà non sia paura.

Se stai in piedi guarda di non cadere; la tua caduta sarebbe tanto più grave quanto più eri virtuoso prima di cadere (cf 1 Cor 10, 12).

«Quanto più sei grande, tanto più umiliati; così troverai Grazia davanti al Signore» (Sir 3, 18). Come l’acqua confluisce nelle valli, così la Grazia dello Spirito Santo scende sugli umili.

Come la superbia è il principio di ogni peccato, così l’umiltà è il principio di ogni virtù. La superbia è vuota, l’umiltà è fruttuosa; la superbia conduce alla perdizione, l’umiltà è segno di predestinazione (cf Mt 19, 14); la superbia è stoltezza, l’umiltà è grande sapienza.

Con l’umiltà sconfiggerai il principe di questo mondo. Un atto di umiltà, per il demonio, è come il cenno di raccogliere un sasso per un cane ringhioso.

L’umiltà è custode della virtù; il vento della superbia porta via ciò che la virtù ha radunato. Chi accumula virtù, senza umiltà è come se offrisse polvere al vento.

Se sarai fondato nell’umiltà non avrai danno da alcuna visione, anche se venisse dal demonio; ma se non avrai l’umiltà, non ne ricaverai alcun frutto, anche se la visione fosse da Dio.

Per giungere alla fede è necessario accogliere la luce con umiltà. L’umiltà è la salvaguardia della fede, la superbia ne è il tarlo roditore.

L’umiltà è maestra e madre di tutte le virtù. Frutto dell’umiltà è il timore di Dio. Dove c’è l’umiltà ivi c’è carità. Il più piccolo atto di umiltà vale più della visione e delle rivelazioni.

Se sarai grande per le tue opere, cerca di esserlo ancor più nell’interno della tua anima per l’umiltà del cuore.

Semina senza voltarti indietro. Quando avrai compiuto tutto il bene possibile di’ a te stesso: «Sono un servo inutile; ho fatto quello che dovevo fare» (Lc 17, 10).

Se non avrai l’umiltà del cuore, il luogo non varrà a nulla per la tua santificazione. Agli angeli superbi non è servita l’abitazione del cielo.

Impara l’umiltà da Gesù; Egli, «pur essendo uguale a Dio, spogliò se stesso assumendo la condizione di servo» (Fil 2, 7).

Compi il bene nel nascondimento «e il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà» (Mt 6, 4). Gesù a Nazareth nascondeva la sua divinità, e tu che virtù hai da nascondere?

Non cercare di apparire perché Gesù potrebbe sparire.

La vera umiltà, più che frutto di tanti ragionamenti, è un dono di Dio. Chiedi insistentemente al Signore questo dono.

Signore Gesù concedimi il dono dell’umiltà, simile a quella dei piccoli, perché si fatto degno di essere annoverato nel numero dei tuoi eletti ai quali riveli la conoscenza del Padre (cf Mt 11, 25-27).

Tags:

Translate

S.E. Mons. Ignazio Sanna


Arcivescovo Metropolita di Oristano

Arcidiocesi di Oristano

Twitter Papa Francesco

Condividi ora!

Ufficio Parrocchiale

Padre Manolo Venturino - Parroco
Telefono: 340.0890634

Via Santa Maria, 5
AssoloOristano 09080
Italia

Design By: Grafica & Web Design